Com'é nata l'idea ?

Nel 2008 è stato pubblicato il mio “Quadernino delle regole di italiano” che iniziava così:

“Un quadernino delle regole di italiano … dov’è la novità? Sicuramente l’intenzione non era quella di aggiungere, ma provare piuttosto a diversificare. Cosa? Il modo stesso di fare grammatica. I bambini parlano ed usano naturalmente ed inconsapevolmente tutte le “regole” della lingua italiana senza conoscere le definizioni, incasellate dagli adulti. Si tratta quindi semplicemente ogni tanto di far sapere che c’è una definizione specifica per quel nome, per quel verbo o per quella proposizione – visto che a scuola è richiesta … – anche se non deve essere questo lo scopo principale della grammatica”.

Ero riuscita ad aiutare tanti alunni, ma qualcosa mancava … Con il tempo poi ho ulteriormente verificato che un conto sono le regole, che si devono comunque conoscere, un altro è: COME cercarle o ri-applicarle? E poi? Che ci faccio se non ho capito IL SENSO? Inoltre: possibile che a scuola si studi per anni e anni grammatica e di fatto i risultati nelle verifiche e nelle Prove Invalsi sono spesso deludenti? Perché la “grammatica tradizionale”,  come mi era stata insegnata e come in parte continuavo ad insegnare, creava così pochi benefici?

Cosa non funziona nella grammatica tradizionale ?

In genere è cambiato poco dai tempi in cui ho iniziato ad insegnare: si continua a chiedere ai bambini di fare l’analisi grammaticale e loro, in modo meccanico, iniziano dalla prima parola della frase e un po’ a caso, un po’ a fortuna, un po’ a memoria, elencano una serie di definizioni perché è quello che si chiede a scuola e perché la grammatica  è  così presentata nei libri adozionali.  Che strumenti si offrono? Ancora regole a memoria e frasi da analizzare per iscritto riempendo pagine e pagine di quaderno spesso illeggibili e anche per questo non sempre adeguatamente poi corrette.

E con quali risultati? Quanti alunni migliorano davvero in italiano?  Quanti alunni sono diventati davvero più competenti, anche nei successivi ordini di scuola? La realtà è che mi sembrava di perdere tempo perché a poche regole si aggiungevano via via più regole da ricordare a memoria, non capivo il senso per poter poi supportare soprattutto gli alunni che per diversi motivi faticavano proprio a memorizzare …dovevano per questo arrendersi e rinunciare a padroneggiare al meglio l’italiano?

Ma è possibile ridurre la grammatica solo a regole da imparare a memoria per analizzare frasi scelte a caso? Aggiungendo difficoltà e aumentando divari in classe? Per non parlare degli alunni con Bisogni Educativi Speciali che vedono nella grammatica tradizionale un muro insormontabile … Così ho deciso di provare a cambiare nuovamente il mio focus, arrivare alla memoria ma guidando i miei alunni a riflettere davvero sulla lingua, a ragionarci su.

“Il limite della didattica tradizionale è che non permette un’acquisizione consapevole della lingua, che metta in grado gli studenti di padroneggiarla in modo flessibile. Non utilizzano quello che sanno per la comprensione dei testi e per la scrittura. Perché?

Perché l’oggetto della grammatica non devono essere le singole parti, ma il funzionamento della frase » ( D. Notarbartolo, La padronanza linguistica 2011)

 

Ho partecipato a diversi seminari, ascoltato formatori e linguisti esperti e letto testi illuminanti che riporto nella bibliografia del Quadernino: ho scoperto che le intuizioni avute e in parte applicate nei giochi linguistici fatti in classe cominciavano ad avere  davvero UN SENSO per i bambini e per me che li guidavo.

In particolare mi sono ritrovata in linea con moltissimi aspetti della grammatica valenziale, un modello grammaticale che parte dalla frase come struttura sintattica costruita attorno al significato del verbo, che quindi è il punto da cui partire per riuscire a rappresentarsi anche visivamente i rapporti e i legami tra le varie parti di una o più frasi, anche se sono solo una piccola sperimentatrice con tanto ancora da imparare.

Come si piò fare grammatica in modo diverso ?

FARE grammatica usando veramente più la RIFLESSIONE che la memoria, GIOCARE a caccia di nomi, di verbi nei racconti e provare a trovare con i bambini stessi dei “trucchi” per capire meglio le parole e come vengono usate dai vari autori … e poi abbiamo SCOPERTO che nei racconti si trovano tantissime parole-nomi, tanti verbi che spesso si trovano nella stessa POSIZIONE anche in altre frasi e poi che esistono altre parole che in qualche modo hanno a che fare con i nomi stessi, e poi altre che SERVONO a ricominciare una frase o a continuarla e … insomma, a farla FUNZIONARE meglio. E poi tante domande a cui dare risposte: PERCHÉ così tanti nomi? PERCHÉ l’autore ha messo lì quel verbo o quella parola? A CHI SI RIFERISCE? Proviamo a cambiare posizione o le stesse parole: CHE SUCCEDE?

E così ci siamo ritrovati a fare grammatica riflettendo sul fatto che: se non osservo e leggo L’INTERA FRASE, ogni parola da sola non ha senso!

Una svolta: attenzione, divertimento e la scoperta che anche “l’analisi grammaticale” si può fare in altri modi decisamente meno noiosi, per es. a voce, velocemente, a coppie … e che partendo dalle frasi e da un testo fare grammatica ha un SENSO!

 

A cosa serve questo Quadernino ?

Questo Quadernino offre nuove strategie sperimentate in classe per rendere la grammatica più accessibile a tutti e anche più divertente.

Ci sono moltissimi esempi e immagini per chiarire ed aiutare a ricordare, così come percorsi guida per procedere e riflettere su cosa fare e non su “non me lo ricordo” o andare a caso. Le proposte aiutano a cogliere il senso di ciò che viene richiesto: “se rifletti e sai spiegarlo… arrivi alla regola” il nostro motto.

“Il ruolo probabilmente più significativo della riflessione sulla lingua è quello metacognitivo: la riflessione concorre infatti a sviluppare le capacità di categorizzare, di connettere, di analizzare, di indurre e dedurre, utilizzando di fatto un metodo scientifico.” (Indicazioni Nazionali per il curricolo, 2012)

Un nuovo modo di fare grammatica aiuta la comprensione ?

Assolutamente sì!

Un modello grammaticale che parte dalla frase come struttura sintattica costruita attorno al significato del verbo, che quindi è il punto da cui partire per riuscire a rappresentarsi anche visivamente i rapporti e i legami tra le varie parti di una o più frasi, mi ha aiutato a facilitare anche l’approccio allo studio. Un buon lavoro di riflessione linguistica porta di fatto anche a migliorare la comprensione testuale poiché riuscire a capire la differenza tra parole uguali che assumono però valenza diversa a seconda della posizione è stata una scoperta incredibile ed entusiasmante per i bambini stessi! Mi riferisco, ad esempio a LA articolo o pronome, o a MIO aggettivo o pronome e così via, che con molta facilità riuscivano a distinguere ”osservando” come le parole erano disposte nel testo e che relazioni avevano tra loro.

Come? Guidando i bambini ad agire con la matita sulle frasi osservando le parole in modo mirato separandole, cerchiandole, collegandole, sottolineandole, riquadrando il verbo, aggiungendo sigle … tutto questo “agire” aiuta a vedere concretamente come si muove una frase, un testo, e anche a fissare in memoria procedimento, caratteristiche e via via le regole.

Inoltre le modalità adottate e le strategie scoperte hanno costituito nel tempo un modello di riferimento che ha aiutato i bambini ad affrontare nuove frasi e nuovi testi, da riassumere o da studiare, in modo più consapevole  e autonomo.

Altri punti di forza ?

La presentazione chiara, pulita, le immagini guida ben spiegate, i tratti grafici distintivi per catturare l’attenzione e aiutare la memorizzazione, gli esempi, le tabelle riassuntive illustrate, le procedure ben scandite e graduali e una Guida Memorina segnalibro da portare sempre con sé per procedere in modo sicuro e  sempre più autonomo.

Che differenza c'è tra questo Quadernino e il Quadernino delle regole di Italiano ?

Il mio primo Quadernino delle regole di italiano era nato dall’esigenza di orientare il mio alunno con D.S.A. nel mondo delle regole che riempivano i libri e i quaderni, quindi contiene tabelle riassuntive semplici ed immediate di tutte le regole della lingua italiana.

L’esperienza e gli studi successivi mi hanno invece fatto capire che quel modo di fare grammatica era eccessivamente riduttivo e soprattutto  spesso per me e per i miei alunni privo di senso e di ricadute efficaci nelle loro competenze.

Il Quadernino della Grammatica contiene sì molte regole, questa volta illustrate, ma soprattutto offre percorsi per la vera Riflessione Linguistica, per ragionare su modelli grammaticali che partono dalla frase e che guidano i bambini a rappresentarsi anche visivamente tutti i rapporti e i legami tra le varie parole per riuscire, riflettendo e osservando, a recuperare la regola ed eseguire più facilmente l’analisi grammaticale e logica ancora richieste a scuola.