Perchè un Quadernino sulla scrittura ?
Perché come insegnante di classe e anche in qualità di Referente che osserva leggere e scrivere centinaia di bambini ogni anno, ho continuato a chiedermi come mai un numero sempre maggiore di bambini e di adolescenti ha una scrittura non funzionale, non sempre causata da un disturbo. E INOLTRE anche perchè:
– c’è una richiesta sempre più precoce di scrivere, ma una mancanza di adeguate tecniche e di linee metodologiche per poter guidare i bambini ad apprendere nel modo corretto, e molti insegnanti lo riconoscono e chiedono supporto.
– E’ inoltre doveroso dare adeguate opportunità anche a chi ha difficoltà specifiche, per imparare comunque a scrivere “nel miglior modo che mi è possibile”.
– Perché scrivere è lasciare una traccia, e devo poterla continuare a lasciare anche se poi uso altri strumenti tecnologici compensativi.
Qual 'è stata la spinta ulteriore ?
A distanza di tanti anni, quel mio primo alunno un po’ speciale che ha ispirato i miei Quadernini delle regole, mi ha consegnato la sua tesina di maturità scientifica tutta curata, stampata, rilegata e con una meravigliosa dedica per me in prima pagina scritta a mano, scusandosi per la brutta scrittura e per gli errori, – ma ci tenevo tanto a scrivertela di mio pugno (qui)
… Quelle parole e la sua scrittura a mano continuavano a riempire i miei pensieri, più di tutti i testi di autorevoli specialisti che sottolineano il valore della scrittura a mano e, nello stesso tempo, a conferma di tutto ciò che ho imparato nel tempo. Nuova spinta a migliorarmi, a sperimentare e ripreso a studiare per acquisire una nuova specializzazione come Educatrice del gesto grafico per educare e guidare correttamente per far scrivere meglio e sono riuscita a completare questo nuovo Quadernino, grazie anche a tutte le sperimentazioni portate avanti in una prima con notevoli risultati grazie ai miei stimolanti alunni, con e senza difficoltà, ecco uno dei tanti esempi:
Tutti loro mi hanno dimostrato come si può, e quindi si DEVE, insegnare a scrivere meglio, a prescindere dall’uso complementare di eventuali strumenti tecnologici di compensazione, indispensabili per l’ampliamento e la valorizzazione delle proprie potenzialità cognitive: sul loro valore non ho alcun dubbio! Ciò non toglie che è nostra responsabilità non tarpare le ali ancor prima di iniziare a volare appieno; i risultati saranno poi sicuramente individuali, legati alle personali caratteristiche, ma tutti potranno contare su una base corretta di avvio per evitare e prevenire scritture non funzionali, per arrivare alle migliori possibili.
C'è una cornice teorica di riferimento ?
Per dare un senso all’idea di base e a tutte le proposte inserite in questo Quadernino, aggiungo, oltre ai testi indicati nella bibliografia, uno stralcio dell’unico documento davvero completo, riferimento indispensabile per ogni insegnante, che pone la dovuta attenzione anche alla scrittura come “gesto grafico da educare”:
LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI E DEGLI STUDENTI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
(allegate al decreto ministeriale 12 luglio 2011, dopo la Legge 170/2010).
- Scuola dell’Infanzia … “L’insegnante potrà poi evidenziare caratteristiche che accompagnano gli alunni in attività specifiche, come quelle di pregrafismo, dove è possibile notare lentezza nella scrittura, pressione debole o eccessiva esercitata sul foglio, discontinuità nel gesto, ritoccatura del segno già tracciato, direzione del gesto grafico, occupazione dello spazio nel foglio. Attraverso gli esercizi di grafica, si lavora sulla motricità fine, sulla funzionalità della mano e, contemporaneamente, sull’organizzazione mentale, ovvero sul nesso tra l’assunzione immaginativa di un dato ed il suo tradursi in azione. Il bambino non “copia” le forme, ma le elabora interiormente. Nel disegnare una forma sul foglio, egli fa riferimento ad un tracciato immaginativo interno frutto di una rappresentazione mentale: la forma grafica, che poi diverrà segno grafico della scrittura, viene costruita mediante una pluralità ed una complessità di atti che portano alla raffigurazione di una immagine mentale.” …
- Scuola primaria
“All’inizio della scuola primaria la prevenzione delle difficoltà di apprendimento rappresenta uno degli obiettivi più importanti della continuità educativa (…)”
(…) “Si dovrebbe poi evitare di presentare al bambino una medesima lettera espressa graficamente in più caratteri (stampato minuscolo, stampato maiuscolo, corsivo minuscolo, corsivo maiuscolo), ma è opportuno soffermarsi su una soltanto di queste modalità fino a che l’alunno non abbia acquisito una sicura e stabile rappresentazione mentale della forma di quella lettera.
L’insegnante si dovrà soffermare per un tempo più lungo sui fonemi più complessi graficamente e dovrà dare indicazioni molto precise per la scrittura, verbalizzando al bambino come si tiene una corretta impugnatura della matita o della penna, dando indicazioni precise sul movimento che la mano deve compiere, sulla direzione da imprimere al gesto, sulle dimensioni delle lettere rispetto allo spazio del foglio o del supporto di scrittura (cartellone, lavagna). Si farà anche attenzione a che il bambino disegni le lettere partendo dall’alto. In questo modo, l’alunno con difficoltà potrà avere modelli di riferimento e parametri precisi.” (…)
“È importante che il bambino si senta protagonista di piccoli successi”.
A cosa serve questo Quadernino ?
Questo Quadernino offre all’insegnante, all’educatore o al genitore complete e utili indicazioni, percorsi e strategie sperimentate in classe per guidare al meglio l’avvio, l’allenamento o il potenziamento della scrittura in stampato maiuscolo e in corsivo.
Offre inoltre, con il Quadernino degli Allenamenti allegato, uno strumento graduale e completo per allenare direttamente i bambini in modo corretto, semplice ed efficace.
