Com'é nata l'idea ?

Già negli anni novanta ho potuto toccare veramente con mano quanto fosse importante e fondamentale cercare di cambiare il modo di fare scuola per prevenire da subito eventuali difficoltà e attivare in modo precoce attività mirate di abilitazione-potenziamento soprattutto tese ad evitare che il bambino, consapevole di far fatica ad imparare come i suoi compagni, tenda a demotivarsi sempre più, a scapito anche dell‛autostima, con conseguenze negative sul processo di apprendimento scolastico in generale.

L‛idea era appunto cercare di inserire sin da subito in quello che è il mio terreno-madre, cioè la scuola, e nella classe prima, tutti i punti di forza indicati da quegli autori per favorire precocemente e nel modo più efficace possibile l‛apprendimento della letto-scrittura, in particolare:

  • gli elementi dell‛apprendimento spontaneo di E. Ferreiro e A. Teberosky, e le tappe di sviluppo studiate per capire a che punto del sentiero di apprendimento della lettura e della scrittura ogni singolo alunno si trova.
  • Il “Protocollo” di G. Stella, che ha valorizzato ampiamente il lavoro delle due ricercatrici offrendo spunti didattici per favorire precocemente una buona competenza fonologica, ovvero “la capacità di analizzare separatamente i suoni all‛interno della parola”, fondamentale per imparare a leggere e a scrivere.
  • Le ricerche di Cornoldi e del suo gruppo che, confrontando gli effetti di diversi trattamenti su alunni dislessici, hanno verificato essere più efficaci ed efficienti quelli che hanno puntato all‛automatizzazione del rapporto tra sillabe e corrispondenze fonologiche.
  • Itala Ripamonti e tutto il suo lavoro di riabilitazione con i bambini in difficoltà di apprendimento basato sugli aspetti fonologico e metafonologico, visuo-percettivo e di lettura morfo-lessicale.

Nel mio ruolo anche di Referente sui Disturbi Specifici di Apprendimento ho anche avuto modo di monitorare nel tempo le fasi di apprendimento di tantissimi bambini delle classi prime e oltre ad offrire ai colleghi la corretta chiave di lettura delle prove di scrittura e di lettura che proponevo, ho anche cominciato a creare del materiale semplice, pratico e giocoso per potenziare quanto prima i piccoli che procedevano in modo atipico e più “rallentato” rispetto ai compagni, proprio per prevenire eccessivi margini di differenza. I risultati sono stati talmente gratificanti che il tutto è stato poi pubblicato.

Chi è l'Autrice ?

Oltre a quanto già descritto in modo sintetico nella mia presentazione ciò che ha influito molto nel mio percorso è stata la curiosità di capirePerché i bambini che non riescono ad imparare a leggere e a scrivere devono andare dalla logopedista? Cosa fa una logopedista di così speciale che non riusciamo a fare a scuola?”

Così decisi di saperne di più andando sul campo ad osservare e  grazie alla Prof.ssa Itala Ripamonti  del Centro specialistico omonimo mi fu offerta questa opportunità.

Erano gli anni novanta e mi resi subito conto, osservando il meraviglioso modo di operare delle logopediste, che il tempo più rilassato, le immagini, le ripetizioni, i giochi facevano davvero la differenza per i bambini in difficoltà, negli anni ho comunque capito che questo vale per tutti i bambini,  a scuola “si corre” troppo, non si lascia il giusto tempo di “digerire” e di sperimentare per stabilizzare.

Diventava per me quindi importante e fondamentale cercare di cambiare il mio modo di fare scuola per prevenire da subito eventuali difficoltà e attivare in modo precoce attività mirate di abilitazione.

La scuola deve offrire mattoni solidi per costruire e saldare apprendimenti.

Gli specialisti che poi sono eventualmente chiamati a intervenire su segnali di difficoltà specifiche possono in questo modo contare su una strada di potenziamento e di compensazione già avviata e contribuire a rendere più solido il percorso scolastico, in modo complementare e non più “sostitutivo” alla scuola.

Tutte queste riflessioni e intuizioni sono poi diventate una realtà con la Legge n.170 del 2010 (che riconosce i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e soprattutto con quanto ben descritto nelle Linee Guida del 2011.

A cosa serve questo Quadernino ?

Questo Quadernino offre una raccolta di materiale in stampato maiuscolo sperimentato nel tempo per:

– rendere la lettura di tutti i bambini più sicura, veloce e corretta;

– offrire da subito ai bambini che faticano ad imparare a leggere, o leggono in modo lento e stentato, strumenti per attivare immediatamente tutte quelle strategie mirate a consolidare l‛apprendimento della lettura stessa, quali:

– l‛ associazione suono-immagine;

– il riconoscimento e la ripetizione di sillabe e di parole;

– la formazione di parole;

– la lettura di parole e non-parole;

– la lettura di frasi con ripetizione di parole;

– la lettura di brevi racconti-scioglilingua, anche in rima, con gruppi difficili.

Niente di particolarmente nuovo, se non il tentativo di rendere più semplice, graduale, accattivante e immediatamente utilizzabile a scuola o a casa quanto imparato in tanti anni di studio e di insegnamento.