Com'é nata l'idea ?

Come per il Quadernino della Lettura, versione in stampato maiuscolo  l’esperienza mi ha portato nel tempo a cercare di cambiare il modo di fare scuola per prevenire da subito eventuali difficoltà e attivare in modo precoce attività mirate di abilitazione-potenziamento soprattutto tese ad evitare che il bambino, consapevole di far fatica ad imparare come i suoi compagni, tenda a demotivarsi sempre più, a scapito anche dell’autostima e con conseguenze  negative sul processo di apprendimento scolastico in generale.

Nel mio ruolo anche di Referente sui Disturbi Specifici di Apprendimento ho anche avuto modo di monitorare nel tempo le fasi di apprendimento di tantissimi bambini delle classi prime e seconde e oltre ad offrire ai colleghi la corretta chiave di lettura delle prove di scrittura e di lettura che proponevo, ho anche cominciato a creare del materiale semplice, pratico e giocoso per potenziare quanto prima i piccoli che procedevano in modo atipico e più “rallentato” rispetto ai compagni, proprio per prevenire eccessivi margini di differenza, a prescindere dalle eventuali diagnosi poi stilate. I risultati sono stati talmente gratificanti che il tutto è stato poi pubblicato.

Chi è l'Autrice ?

Oltre a quanto già descritto in modo sintetico nella mia presentazione ciò che ha influito molto nel mio percorso è stata la curiosità di capirePerché i bambini che non riescono ad imparare a leggere e a scrivere devono andare dalla logopedista? Cosa fa una logopedista di così speciale che non riusciamo a fare a scuola?”

Così decisi di saperne di più andando sul campo ad osservare e  grazie alla Prof.ssa Itala Ripamonti  del Centro specialistico omonimo mi fu offerta questa opportunità.

Erano gli anni novanta e mi resi subito conto, osservando il meraviglioso modo di operare delle logopediste, che il tempo più rilassato, le immagini, le ripetizioni, i giochi facevano davvero la differenza per i bambini in difficoltà, negli anni ho comunque capito che questo vale per tutti i bambini,  a scuola “si corre” troppo, non si lascia il giusto tempo di “digerire” e di sperimentare per stabilizzare.

Inoltre osservavo sempre più bambini che confondevano suoni simili in lettura o in scrittura e ciò rendeva ancora più ad ostacoli il loro percorso, ed ho quindi cercato di inserire in modo naturale nel sillabiere o alfabetiere di classe anche cartelloni o immagini per guidare a individuare il suono o la lettera  corretti  tra due simili.

Rimane per me sempre fondamentale cercare di cambiare il mio modo di fare scuola per prevenire da subito eventuali difficoltà e attivare in modo precoce attività mirate di potenziamento o di compensazione, anche per guidare all’autocorrezione, ad una scelta ragionata, e con tutti, in presenza di particolari diagnosi o meno.

La scuola deve offrire mattoni solidi per costruire e saldare apprendimenti.

Gli specialisti che poi sono eventualmente chiamati a intervenire su segnali di difficoltà specifiche possono in questo modo contare su una strada di potenziamento e di compensazione già avviata e contribuire a rendere più solido il percorso scolastico, in modo complementare e non più “sostitutivo” alla scuola.

Tutte queste riflessioni e intuizioni sono poi diventate una realtà con la Legge n.170 del 2010 (che riconosce i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e soprattutto con qunato ben descritto nelle Linee Guida del 2011.

A cosa serve questo Quadernino ?

Questo Quadernino offre una raccolta di materiale in stampato minuscolo sperimentato nel tempo per:

– rendere la lettura di tutti i bambini più sicura, veloce e corretta;

-offrire precocemente ai bambini che già faticavano a leggere in stampato maiuscolo e che mostravano di confondere suoni o lettere simili, strumenti per attivare immediatamente tutte quelle strategie mirate a consolidare l’apprendimento della lettura, quali:

– l‛ associazione suono-immagine;

– il riconoscimento e la ripetizione di sillabe e di parole;

– la formazione di parole;

– la lettura di parole e non-parole;

– la lettura di frasi con ripetizione di parole;

– la lettura di brevi racconti-scioglilingua, anche in rima, con gruppi difficili.

Niente di particolarmente nuovo, se non il tentativo di rendere più semplice, graduale, accattivante e immediatamente utilizzabile a scuola o a casa quanto imparato in tanti anni di studio e di insegnamento.

Altri punti di forza ?

Ho arricchito il percorso aggiungendo delle tavole illustrate, o da colorare per aiutare a rafforzare il ricordo, con i suoni simili che spesso molti bambini confondono e riportando gli stessi disegni-guida su un segnalibro (Qui) che potrà aiutare i piccoli lettori a non perdere il segno e a ritrovare immediatamente il suono corretto grazie all’immagine di riferimento.